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punta pietre nereLa duna costiera del Lago di Lesina, tra le meglio conservate della costa italiana, si estende da Punta Pietre Nere a Torre Mileto. In prossimità della foce di Acquarotta, è possibile osservare delle formazioni di calcari, gessi e rocce ignee geologicamente interessanti e uniche in tutto il Meridione. Si tratta delle famose Pietre Nere che costituiscono affioramenti formati per il consolidamento di una massa di roccia liquida con una temperatura molto più elevata rispetto a quella della superficie terrestre.
Punta Pietre Nere si estende su 800 metri quadrati e probabilmente risale al Paleocene.

 

Le rocce affiorano allo sbocco di un canale artificiale (Canale Acquarotta) che collega il Lago di Lesina con il mare. I gessi, di colore variabile dalbianco al nero,sono irregolarmente stratificati e possiedo-no spessori di oltre 10 metri, mentre i calcari, cui si intercalano marne bituminose,si rinvengono lungo la riva sinistra, hanno giacitura subverticale e sono spessi alcuni metri. I calcari si presentano ricchi di lamel-libranchi e gasteropodi le cui specie, insieme al contenuto notevole di sostanza organica fanno supporre la pre-senza di un ambiente marino poco profon-do,soggetto periodicamente a condizioni di asfissia. A contatto con i calcari si osservano rocce magmatiche scure, nell’ambito delle quali vengono distinti duecorpi principali.Un primo corpo è situato ad Ovest del ca-nale di Acquarotta ed è costituito da un filone strato di spessore pari a circa 10 m, orientato Nord Nord Est. Esso è composto da rocce ultra-basiche, la cui messa in posto avrebbe determinato un metamorfismo di contatto molto blando, confinato in pochimillimetri nei calcari supratriassici incassanti.

Al contrario, De Fino et al. (1981) non riconoscono effetti di termo metamorfismo, bensì ritengono che il contatto tra i calcari e le rocce ignee sia di tipo tettonico. L’altro corpo affiora sul lato orientale della foce, possiede un andamento irregolare ed ha una maggiore estensione,con uno spessore complessivo di circa 20 m. Nella parte centrale esso è costituito da melagabbri alcalini, mentre le porzioni periferiche si caratterizzano per la presenza di ultramafiti a grana grossa e porfiriti; nel complesso dunque si tratta ancora di rocce a composizione basica.

 

Studi geochimici (Vollmer, 1976; Hawkesworth & Vollmer, 1979) suggeriscono una origine per i due corpi ignei da fusi subcrostali indipendenti, generati attraverso diversi gradi di fusione parziale del mantello, con una cristallizzazione avvenuta ad una profondità di circa 5 km. Le determinazioni geo cronologiche condotte da Bigazzi  indicano una età di cristallizazione tra 58 e 62.2 Ma per entrambi i corpi magmatici,mentre la risalita sarebberiferibile a circa 5Ma (Bigazzi et al., op. cit.).
La presenza di un’associazione di rocce magmatiche e sedimentarie è stata imputata da vari autori (Cotecchia & Canitano, 1954; Amendolagine et al., 1964;Martinis & Pie-ri, 1964) ad un meccanismo diapirico, che avrebbe determinato la risalita dei gessi,insieme a quella delle rocce ignee e carbo-natiche pertrascinamento. Secondo Bigazzi  invece, tale compresenza è dovuta ad un meccanismo di “spremitura” verso l’alto di rocce calcaree ed evaporati che in seguitoad una fase tettonica verificatasi nel Plio-Pleistocene e che avrebbe provocato anche la risalita di rocce ignee paleogeniche.
Le evaporiti e i calcari triassici, e i corpi magmatici paleogenici sono ricoperti da depositi quaternari. In particolare si distingue la famosa scogliera aCladocora caespitosa ritenuta di età tirreniana da MontcharmontZei; secondo Mastronuzzi & Sansò(2002a) e Antonioli et al. (2009) si trattereb-be invece diuna scogliera di età olocenicala cui presenza è da mettere in relazione alla combinazione del diapirismo puntuale e al sollevamento tettonico regionale.

 

Per tutti i motivi sopra descritti, l’affioramento di Punta delle Pietre Nere, è da ritenersi peculiare da un punto di vista stratigrafico, litologico epetrografico nel conte-sto geologico che caratterizza l’Avampaeseapulo e l’intera area adriatica, e può ritenersi un sito di valenza internazionale.Purtroppo negli anni ’90 tale affioramento è stato quasi totalmente distrutto a seguito della costruzione di un porticciolo, che ha fra l’altrocompletamente cancellato la presenza di un terzo corpo magmatico, lungo la sponda destra del canale, inglobato nei gessi.

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